Il caso di Varese

Da Affido_condiviso_howto.

Indice

La costituzione di parte civile del minore

L'indicazione del minore come parte lesa è importante perchè permette -una volta che dalla denuncia si passa al procedimento penale vero e proprio- di chiedere al giudice che il minore venga ammesso come parte civile, cioè come vittima di un danno per cui potrà essere calcolato (e pagato) un risarcimento. Ciò non significa assolutamente che il minore debba entrare in un tribunale.
Un primo importante precedente è stato stabilito in data 28 settembre 2007 dal giudice presso il Tribunale di Varese con una ordinanza con cui si è ammessa la richiesta di costituzione parte civile del minore (di 6 anni), assistito da un legale nominato dal padre. Il 3 marzo 2008 anche in un caso a Acireale il giudice ha preso una decisione analoga, dando atto che l'interpretazione giurisprudenziale è ormai consolidata. Non si ritiene quindi che vi possano essere problemi particolari nell'ottenere la costituzione parte civile del minore in altre parti d'Italia.

Non serve essere affidatari

Il fatto che il padre sia o non sia affidatario al momento della nomina del legale non conta: il genitore non affidatario può procedere esattamente nello stesso modo.
Infatti il genitore mantiene sempre la potestà sui figli fino al raggiungimento della loro maggiore età e quindi può agire in giudizio per tutelarli anche contro l'altro genitore. Il suo comportamento è stato ritenuto convergente con l'interesse del minore e quindi è stato superata anche la obiezione del possibile conflitto di interessi. In data 5 novembre 2008 il giudice Angela Minerva del Tribunale di Varese presieduto dal dott. Curtò, ha sancito che -a differenza che al padre che si era visto riconosciuto un danno di 1300 euro- al bambino che non aveva potuto vedere il padre non dovesse essere riconosciuto risarcimento alcuno: la tenera età faceva escludere che il minore, nel cui interesse esclusivo i provvedimenti erano stati emessi, potesse avere aspettativa alcuna nel vedere il papà e quindi che potesse essere rimasto deluso o aver sofferto a causa del mancato incontro. Ha inoltre condannato il padre a pagare integralmente sia il proprio avvocato che quello del minore. Vittorio Vezzetti ha sporto ricorso in Corte d'Appello contro questo dispositivo relativamente al mancato danno del minore che non vede il genitore e si è attualmente in attesa della udienza.

Far costituire una associazione

Accanto al minore nel caso pilota di Varese si è cercato di fare costituire come parte civile anche un'associazione locale di tutela dei minori. Importante è sottolineare che al momento della presentazione di costituzione di parte civile l' associazione deve presentare lo statuto e le prove della sua integrazione ed attività sul territorio; va anche dimostrato che i fatti devono essere successivi alla costituzione della associazione. Le ragioni a sostegno della costituzione di parte civile delle associazioni sono legate all'interesse primario e diffuso della collettività a reprimere comportamenti che preludono alla sindrome di alienazione genitoriale, una vera e propria patologia che può sfociare in danni più gravi per il minore.

Ragioni per cui l'associazione può venire esclusa. Il caso di Caltanissetta

Nel caso specifico di Varese il giudice non ha ammesso l'associazione come parte civile, perchè la costituzione di parte civile è ammessa se esiste già una norma di settore che riconosca l’esistenza di un diritto soggettivo in capo a determinati enti. Tuttavia l'associazione esclusa si è poi dotata di un protocollo di intervento a favore dei suoi soci che consentirà di fare fronte anche a queste obiezioni (ad esempio all'obiezione secondo cui l'associazione non sarebbe legittimata in quanto mai intervenuta nella vicenda). Ulteriori delucidazioni sono disponibili negli atti del convegno e a questo numero telefonico 347-5977408"'. A Varese sono stati portati avanti altri tentativi molto importanti: in particolare nel gennaio 2006 e nel giugno 2007 la Associazione Papà Separati dai Figli Varese ha chiesto la costituzione parte civile contro un genitore che impediva i contatti del figlio con l'altro genitore. L'intento è quello di inasprire il potere deterrente e di tutelare un interesse diffuso della collettività (muovendo dal principio che i bambini alienati di oggi saranno un costo sociale per la società di domani, come ricordato da Richard Gardner coi suoi studi sulla PAS). Le richieste sono state entrambe bocciate: la prima volta perchè non era stata allegata alla domanda lo statuto, perchè i fatti erano antecedenti alla costituzione della Associazione e perchè non era stato dimostrata - attraverso articoli di giornale - l'integrazione e la attività della Associazione sul territorio. La seconda volta perchè la Associazione non era entrata nella vicenda e perchè il magistrato-contrariamente a quanto sostenuto da Gardner-non ha ravvisato un danno alla collettività da un comportamento antigiuridico a carico di padre e figlio. La strada fu comunque aperta per nuovi tentativi: insistendo sul concetto di alienazione genitoriale, sui danni da deprivazione genitoriale e facendo intervenire la Associazione (in modo diretto con denunce oppure proposte epistolari di mediazione), è stato possibile arrivare a questo storico risultato nel 2011 a Caltanissetta.In questo caso ad ADIANTUM è stata concessa per la prima volta in Italia, in data 1-7-2011, la costituzione parte civile a un'associazione di genitori (nello stesso processo sono stati ammessi parte civile i due minori vittime della presunta inottemperanza al provvedimento giudiziario che stabiliva i diritti di visita). Il genitore rinviato a giudizio nel caso in questione, fra l'altro, aveva l'affido esclusivo. L'esperienza personale di Vittorio Vezzetti e della ONLUS Figlipersempre a Varese (assistita dai legali Baroffio e Piazza) è stata esposta con tutte le spiegazioni sociologiche e giuridiche nel libro Nel nome dei Figli (www.nelnomedeifigli.it) e messa a disposizione integrale dei legali di ADIANTUM, avv. Canzoneri e Locicero di Palermo, che hanno così conseguito lo storico primus giuridico ideato dal pediatra varesino: l'intera società, per tramite di un'ente esponenziale, a difesa del diritto alla bigenitorialità.

A Varese si è provato pure a far ottenere diritti di visita dedicati ai nonni ma per ora senza successo.

Un modello di lettera che può legittimare l'intervento dell'associazione

«"Gent.ma/o signora/e , veniamo informati da un socio della associazione che mi onoro di presiedere che esisterebbero dei problemi circa l'espletamento del diritto-dovere di visita del genitore non domiciliatario. Pur non entrando nel merito della questione, la nostra esperienza pluriennale ci dice che talora tali situazioni sono dovute a equivoci o malintesi, forse dovuti a un semplice, comunissimo in tali vicende, difetto di comunicazione. Poichè il diritto alla bigenitorialità è prerogativa inalienabile di ogni bambino, sancita da leggi e convenzioni internazionali, e la sua violazione può indubitabilmente creare un danno sociale, generando seri problemi nelle future generazioni, crediamo che il tutelarla sia dovere di ogni cittadino di questa società. A questo scopo, acquisito finalmente il consenso dell'altro genitore del bambino, siamo convinti che sia mio dovere invitarla a un dialogo chiarificatore, beninteso: privo di qualsivoglia implicazione legale, presso uno dei nostri mediatori familiari, professionisti di provata esperienza. Si potrebbe trattare di un modo semplice di risolvere civilmente una questione direttamente legata al vero ed esclusivo interesse del minore, sgombrando il campo da spiacevoli equivoci. Sicuro di un Suo cortese riscontro, le porgo i migliori e più sinceri saluti." »

L'intervento della Associazione potrebbe essere rinforzato dall'invio di un socio della Associazione, in qualità di testimone, a verificare se davvero vi sia o non vi sia la mancata consegna del minore. Suggeriamo un intervento in tempi rapidi: una azione ritardata associata all'inerzia della Giustizia italiana potrebbe creare una cesura lunga e talora insanabile tra genitore e figlio..e tutto sarebbe di più difficile soluzione.L'azione della Associazione dovrebbe, a nostro parere, iniziare già da prima del provvedimento presidenziale.

L'intervento al MCS

Ecco l'intervista al Maurizio Costanzo Show
sul caso di Varese pubblicata su Youtube http://www.youtube.com/watch?v=LuQLCJGTt-Y

Vedi anche:
Visite
Strumenti personali
Pagina principale