Dopo il provvedimento

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La messa in mora della controparte

Una volta che è stato emanato un provvedimento relativo ai termini e alle modalità di frequentazione dei figli da parte dei genitori (udienza presidenziale), si passa alla messa in pratica della strategia di dissuasione dei comportamenti volti alla disapplicazione del provvedimento. Per poter sporgere querela bisogna che venga verificata l'esistenza del comportamento volto ad eludere dolosamente l'applicazione del provvedimento giudiziale. Per questo il genitore a cui viene negata la frequentazione dei figli dovrà recarsi al domicilio alle ore stabilite e chiedere l'attuazione di quanto previsto dal giudice. Alla presenza di testimoni (preferibilmente non consanguinei) va fatta richiesta di attuazione, e - preso atto della volontà, del dolo della controparte di non dare attuazione al provvedimento - si potrà procedere alla denuncia presso la locale stazione dei carabinieri.Attenzione: al Tribunale di Varese il fatto che il genitore affidatario non si facesse trovare è stato considerato motivo di dolo non acclarato -mancava infatti il diniego- così come la sospensione unilaterale delle visite per generica preoccupazione e il giudice Angela Minerva ha assolto l'imputato. E' interessante notare che, a volte, i provvedimenti del giudice contengono precise indicazioni circa i contatti genitore non collocatario-figlio eseguiti tramite telefono o, in un caso innovativo presso il Tribunale di Nicosia (aprile 2008), anche via webcam (situazione contemplata da tempo nei paesi -come per es. gli USA o la Australia- in cui le distanze possono non consentire spesso rapporti diretti). Anche in questo caso la documentata inottemperanza può essere denunciata e si può segnalare che il danno avviene non solo nei confronti del genitore ma anche del minore. Stesso ragionamento potrebbe valere per il mancato rispetto di quella parte del provvedimento relativa all'assegno di mantenimento per i figli. Il tema della costituzione parte civile delle Associazioni è affrontato nel capitolo Il caso di Varese. La costituzione parte civile contemporanea di minori e associazioni, tentata per le prime volte in Italia dal pediatra varesino Vittorio Vezzetti,potrebbe rappresentare una svolta giurisprudenziale per il futuro.

La denuncia presso i carabinieri

E' importante sapere che in questa fase non serve l'assistenza di un avvocato. Ovviamente il comportamento può essere reiterato, e ogni volta è teoricamente possibile la presentazione di una distinta denuncia. In pratica sarà conveniente raggruppare i singoli fatti in denunce relative a singoli periodi (ad esempio settimane o mesi). In ogni modo anche la reiterazione ha un suo potenziale dissuasivo perchè evidenzia presso le autorità l'esistenza di un problema che è grave e persiste. Potrebbe occasionalmente accadere -e ci è stato riferito- che qualche carabiniere, conscio dello scarso peso che queste querele hanno talora presso la autorità giudiziaria, tenti di dissuadere il genitore dallo sporgere querela. In questi casi è importante mantenere la calma e chiedere educatamente ma con fermezza di poter esercitare, ai sensi dell'art.336 cpp, un proprio diritto, anche nell'interesse della prole.

La richiesta di essere informati sull'eventuale archiviazione

Un importante elemento che va inserito nella denuncia è la richiesta di essere informati in casi di richiesta di archiviazione ai sensi dell'art.408 comma 2 del Codice di procedura penale. Questo è importante perchè nel caso il Pubblico Ministero richiedesse l'archiviazione della denuncia -evenienza tutt'altro che rara- sarà possibile presentare opposizione e ottenere la continuazione del procedimento.

L'indicazione delle parti lese

Nella denuncia vanno indicate le parti lese del reato. La cosa importante da sottolineare è che la principale vittima del comportamento del genitore che si oppone alla applicazione del provvedimento in tema di frequentazione dei figli è lo stesso minore. Infatti l'intera normativa si basa sul principio che ogni atto in materia deve perseguire esclusivamente all'interesse preminente del minore. Chiaro quindi che la mancata attuazione di questi atti rappresenta innanzitutto un danno per il minore stesso. L'altra parte lesa è ovviamente il genitore che chiede l'applicazione del provvedimento che si sta cercando di eludere.La nostra opinione è che non bisogni indugiare: plurime mancate trasduzioni del minore sono descritte da Gardner come il primo passo verso la Alienazione genitoriale: vanno bloccate sul nascere e, considerando l'inerzia del pianeta Giustizia, ciò è sicuramente difficile. Gardner ricordava inoltre che è più difficilmente alienabile il minore che abbia sviluppato un rapporto sano con l'altro genitore. Chiaro quindi che la mancata frequentazione possa incidere pesantemente e negativamente nei rapporti col genitore non domiciliatario. Ecco di seguito il modello di massima con una importante novità: l'indicazione del minore come parte lesa.

«Il sottoscritto XY, nato a..il..residente a..via.. codice fiscale…

ai sensi dell'art 336cpp è obbligato a sporgere formale querela per i fatti di seguito esposti. Premesso che i provvedimenti (vedi allegato 1) del Giudice XY del tribunale di.. stabilivano che ..

il sottoscritto denuncia che si è verificata violazione in quanto…(descrizione precisa , anche geografica e cronologica della violazione) ; cita come testimoni i signori…., residenti a ..(sempre meglio testi non consanguinei),

indica da subito come parti lese IL MINORE ZZ e il sottoscritto XY.

Chiedendo ai sensi dell'art.408 comma II cpp di
ESSERE INFORMATO IN CASO DI RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE,
porge i più ossequiosi saluti.»

La costituzione di parte civile del minore e delle Associazioni

Articolo completo: Il caso di Varese

L'indicazione del minore come parte lesa è importante perchè permette -una volta che dalla denuncia si passa al procedimento penale vero e proprio- di chiedere al giudice che il minore venga ammesso come parte civile, cioè come vittima di un danno per cui potrà essere calcolato (e pagato) un risarcimento. Ciò non significa assolutamente che il minore debba entrare in un tribunale.
Un primo importante precedente è stato stabilito in data 28 settembre 2007 dal giudice presso il Tribunale di Varese con una ordinanza con cui si è ammessa la richiesta di costituzione parte civile del minore (di 6 anni), assistito da un legale nominato dal padre. Il 3 marzo 2008 anche in un caso a Acireale il giudice ha preso una decisione analoga, dando atto che l'interpretazione giurisprudenziale è ormai consolidata. Non si ritiene quindi che vi possano essere problemi particolari nell'ottenere la costituzione parte civile del minore in altre parti d'Italia.
Alla fine del processo di Varese, però, il giudice Angela Minerva ha riconosciuto 1200 euro di risarcimento per danno morale al padre ma assolutamente niente al minore nel cui interesse era stato emesso il provvedimento disatteso. Motivazione: non è documentato che il minore abbia sofferto in virtù della sua tenera età.Il padre ha sporto ricorso in Corte d'Appello (si è in attesa della udienza) sostenendo che danno e sofferenza possono essere disgiunti (chi non va a scuola per andare alle giostre come Pinocchio, sicuramente non soffre ma ne ha un danno).

L'azione ex articolo 709ter del Codice di procedura civile

Articolo completo: L'articolo 709ter

A partire dal 2006 può essere applicato anche l'articolo 709 ter del codice di procedura civile, introdotto dalla legge sull'affidamento condiviso. Prevede che il genitore che non rispetta i provvedimenti del giudice possa essere sanzionato.

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