Affido Condiviso How To

Da Affido_condiviso_howto.

Questo Wiki vuole offrire una sintetica documentazione sul tema dell'affidamento dei figli da un punto di vista pratico e concreto. Per questo si ispira alle molte guide che si possono trovare sulla rete su temi vari in genere collegati con l'utilizzo di software e programmi.

« Gli HowTo sono una forma di documentazione elettronica, particolarmente diffusa in ambito informatico, che rientra nel campo della conoscenza procedurale. La parola howto può essere resa in lingua italiana con la frase come fare a... e ne denota il tono informale della trattazione. Gli HowTo sono pensati per aiutare gli utenti meno esperti, tralasciando quindi dettagli che potrebbero interessare solo il pubblico con conoscenze più approfondite. (Wikipedia) »

Indice

Premessa

"Nel nome del padre" - un video introduttivo

Per un primo approccio al problema di cui si occupa questo sito si consiglia di vedere Nel nome del padre, un'inchiesta della Televisione Svizzera Italiana sui minori coinvolti nelle separazioni nel Canton Ticino. La normativa vigente in Svizzera è diversa da quella italiana, ma molto simile rispetto ai principi di fondo, mentre analoghi sono i problemi che si presentano. Nel 2009, con il titolo Nel nome del padre, è uscito anche un romanzo di Gianni Biondillo sul tema della strumentalizzazione dei minori nelle separazioni. Un altro romanzo sul tema è L'amore alla fine dell'amoredi Vito Bruno.

La nuova normativa in Italia

La nuova normativa sull'affido condiviso ha modificato anche in Italia la condizione giuridica del minore in caso di separazione dei genitori. In precedenza i tribunali italiani applicavano una normativa che prevedeva che la custodia e la cura del minore venisse assegnata ad uno dei genitori e l'altro fosse obbligato a contribuire economicamente al suo mantenimento e a collaborare alla sua educazione sotto il vincolo di svariate limitazioni. Nella quasi totalità dei casi i tribunali italiani decidevano per l'affido esclusivo alla madre.

La nuova legge sull'affido condiviso

Con l'entrata in vigore della legge 8 febbraio 2006 n.54 è stato stabilito il diritto dei figli ad avere rapporti significativi e continuativi coi genitori e relativi rami parentali, mantenendo rapporti equilibrati e significativi con entrambi i genitori anche dopo la cessazione della loro convivenza. Entrambi i genitori mantenengono l'esercizio diretto della potestà genitoriale che potranno esercitare o in modo congiunto o disgiunto. L'affido a un solo genitore è un'eccezione al principio generale e si applica, previa debita motivazione, quando il comportamento dell'altro genitore nei confronti del figlio sia contrario all'interesse del minore stesso. Solo in tal caso potrà essere limitata la frequentazione (ma non la potestà di quel genitore). Una sentenza di Cassazione di giugno 2008 ha definitivamente chiarito che l'eccesso di conflittualità intergenitoriale non è motivo ostativo alla concessione dell'affido condiviso.

Fare applicare la legge

Se dal punto di vista normativo è stata senz'altro migliorata la situazione dei figli di genitori separati, che possono ora pretendere in base alla legge di poter mantenere rapporti con entrambi i genitori, non è del tutto chiaro il modo in cui si debba procedere nei casi in cui uno dei genitori si oppone con i propri comportamenti all'applicazione dei provvedimenti che stabiliscono le modalità di frequentazione dell'altro genitore da parte dei figli.
La domanda a cui si tenta di rispondere è la seguente: una volta ottenuto un provvedimento che stabilisce le modalità di frequentazione dei figli rispetto ad ambedue i genitori, che cosa si può fare concretamente per trasformare l'atto del giudice in comportamenti concreti quando uno dei genitori cerca di boicottare l'effettiva applicazione del provvedimento?

La strategia del "genitore alienante"

Il principale problema che nasce nell'applicazione concreta della normativa sull'affido condiviso deriva dalla forte conflittualità che si può instaurare tra i genitori nella prima fase della separazione. I motivi della conflittualità possono essere svariati, dalla difficoltà di accordo sulle condizioni economiche della separazione all'esistenza di relazioni extraconiugali. Nei fatti accade talvolta che uno dei genitori (spesso, ma non sempre, la madre) decida di utilizzare i figli per mettere in difficoltà l'altro genitore.
Anche in presenza di provvedimenti giudiziali che affermano il diritto dell'altro genitore a mantenere contatti con i figli, vi sono genitori che adottano coscientemente strategie di allontanamento dei figli che possono sfociare in comportamenti gravemente dannosi per i minori.
L'origine di questi comportamenti può essere di tipo razionale (e può essere uno strumento coscientemente adottato per mettere sotto pressione la controparte e ottenere condizioni migliori nel corso del negoziato sulla separazione).
Ma può anche essere di tipo inconsapevole e può rappresentare la realizzazione di un inconscio desiderio di rivalsa nei confronti del partner o di enfatizzazione del proprio possesso nei confronti dei figli. In ambedue i casi le principali vittime di questi comportamenti sono i minori.
Il fenomeno descritto è riconosciuto come forma di violenza psicologica ed emozionale in molti paesi d'Europa, e viene definito alienazione genitoriale con un termine mutuato dalla terminologia psichiatrica anglosassone. In Italia purtroppo l'alienazione genitoriale non è ancora ben conosciuta. Se la si inquadra correttamente come una forma di manipolazione affettiva si scopre che la letteratura scientifica su questo tema è molto conosciuta anche in Italia.

Una strategia di dissuasione

Come far applicare il provvedimento?

Una risposta semplice alla domanda su come si ottiene l'applicazione dei provvedimenti in materia di frequentazione dei figli in presenza di una sistematica volontà contraria da parte di uno dei genitori, purtroppo non esiste.
Si può però cercare di circoscrivere meglio il problema per vedere quali possono essere gli strumenti attualmente disponibili per cercare di risolvere il problema. Come si è visto il "genitore alienante" adotta una strategia che può essere il frutto di una scelta consapevole e razionale o di una pulsione inconscia e irrazionale, in molti casi di un mix di queste due componenti. In ogni modo se il genitore alienante ha mezzi per sostenere i suoi comportamenti vi sono anche alcuni strumenti che per quanto non risolutivi possono rendere più difficile e "costosa" questa strategia. Il principale di questi strumenti è la denuncia penale. Infatti il provvedimento del giudice che stabilisce le modalità di frequentazione dei figli è un atto che deve essere applicato da tutti, in caso contrario chi cerca di eluderlo commette un reato (articolo 388, comma 2 del codice penale).

Più di recente è diventata prassi comune chiedere l'applicazione dell' articolo 709ter del Codice di procedura civile introdotto dalla legge sull'affido condiviso.

E' nota la difficoltà con cui l'ordinamento giudiziario italiano fa rispettare le leggi, ma non bisogna sottovalutare le potenzialità della mera minaccia dell'azione penale come strumento di dissuasione nei confronti di chi adottasse una strategia elusiva per motivazioni razionali (ad esempio per ottenere condizioni economiche più vantaggiose). Più difficile invece il caso in cui la principale componente delle motivazioni alla base della strategia del genitore alienante fosse puramente irrazionale. Anche in questo caso però la prospettiva di una escalation di azioni legali può avere più di qualche possibilità di ridurre a più miti consigli la controparte meno ben disposta.

La strategia di dissuasione dei comportamenti volti ad eludere l'applicazione dei diritti dei minori in materia frequentazione di ambedue i genitori, va descritta facendo riferimento a due fasi ben distinte.

  1. Prima dell'emanazione del provvedimento
  2. Dopo l'emanazione del provvedimento

Prima dell'emanazione del provvedimento si può chiedere un provvedimento di urgenza, una volta che il provvedimento è stato emanato bisogna procedere alla messa in mora della controparte e alla succesiva denuncia per violazione dell'articolo 388 del Codice penale. Il provvedimento a cui si fa riferimento è il provvedimento emesso al termine dell'udienza presidenziale (nel caso in cui le parti non si accordassero per una separazione consensuale) oppure il decreto di omologa delle condizioni concordate se le parti si accordano.

E se il figlio non vuole vedere l'altro genitore?

Articolo completo: Se il figlio non vuole vedere il genitore

Cosa accade se il genitore che attua la strategia di elusione del provvedimento del giudice in materia di frequentazione è riuscito ad ottenere anche di alienare il minore nei confronti dell'altro genitore?
La giurisprudenza ha già preso in considerazione questo caso, tanto è vero che esiste una sentenza della Corte di Cassazione che stabilisce una sorta di responsabilità oggettiva per il genitore che ha in custodia il figlio che rifiuta di vedere l'altro genitore (vedi: Cassazione, App. Venezia, 24 maggio 2005 [1]) Il problema può essere complesso, comunque, in quanto spesso questi comportamenti (il rifiuto immotivato di un genitore) nascondono una possibile Sindrome di Alienazione Genitoriale con tutto quel che ne può conseguire anche,per i minori in età di audizione, in fase processuale di testimonianza.

Allontanamenti disposti dall'autorità

Articolo completo: Allontanamenti

Negli ultimi tempi sono arrivati sui mass media alcuni casi di intervento coercitivo da parte delle autorità, con allontanamento del minore dal genitore alienante. Questi casi in genere portano i media a dipingere il problema della sindrome di alienazione genitoriale in modo unilaterale, ma sono un importante segnale del fatto che il problema viene preso sul serio.

Il mantenimento in regime condiviso

Articolo completo: Il mantenimento in regime condiviso

La legge 54/06 di fatto introduce, ancor prima di parlare di assegno di mantenimento il cosiddetto principio del mantenimento diretto, infatti come si legge nel novellato articolo 155: ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità....
L'eccesso di zelo del legislatore sul definire a seguire nel comma le condizioni per il calcolo dell'assegno hanno deviato spesso l'interpretazione dell'ove necessario facendolo di fatto diventare un ... sempre necessario. In realtà L'assegno di mantenimento nell'affido condiviso potrebbe tranquillamente essere evitato subito in tutte le situazioni in cui i figli sono nella sostanza al 50% del tempo con entrambi i genitori e la differenza tra i redditi non é tale da giustificarlo. Alcune sentenze innovative hanno recepito questa impostazione (Catania 2006), ma si tratta di casi abbastanza rari allo stato attuale dei fatti.
Molta della conflittualità tra gli ex-coniugi con i conseguenti danni sui minori potrebbe in questo modo essere evitata.

La residenza alternata

Articolo completo: La residenza alternata

La legge francese prevede la residenza alternata. La separazione dei genitori, sia che si tratti di coniugi che di conviventi, ha delle conseguenze importanti sulle loro relazioni con i figli minori. La legge francese 4/3/2002 La reforme de l'autorite parentale ha riformato la potestà dei genitori e previsto la possibilità di residenza alternata dei figli in caso di separazione dei genitori, anche in caso di disaccordo di uno di loro.

La consulenza tecnica d'ufficio (CTU)

Articolo completo: La consulenza tecnica d'ufficio

La consulenza dovrebbe assumere un ruolo di integrazione della competenza del giudice in una disciplina in cui esistono standard scientifici di professionalità tali da rendere poco opportuna una decisione basata sul senso comune. In alcuni casi accade invece che il giudice abbia già una sua convinzione e chieda al consulente semplicemente un supporto in grado di legittimare la sua posizione, indipendentemente dall'eventuale lavoro di ulteriore indagine tecnica svolto dal consulente.

I servizi sociali

Articolo completo: I servizi sociali

Breve storia del movimento dei genitori separati in Italia

Articolo completo: Breve storia del movimento dei genitori separati in Italia

Collegamenti utili

Rassegna stampa

Siti all'estero

Contribuire a questo wiki

Per ottenere un account contattare bandofbroth@gmail.com.

Visite
Strumenti personali
Pagina principale